Nettuno . Blublauerspazioarte Alghero . inaugurazione 9 agosto

NETTUNO

a cura di Mariolina Cosseddu

opening sabato 9 agosto 2014 – ore 19.00

blublauerspazioarte via Morandi, 4 07041 Alghero

info +39 3339843208 e-mail blublauer@gmail.com

All’interno della rassegna ZIP mostre lampo che prevede mostre di un solo giorno, sabato 9 agosto 2014 blublauerspazioarte inaugura NETTUNO mostra collettiva a cura di Mariolina Cosseddu.

Artisti:

Alessandra Baldoni, Raffaela Carcangiu, Pietro di Lecce, Roberta Filippelli, Agnese Guido, Gianni Nieddu, Laura Santamaria, Patrizia Emma Scialpi, Chiara Seghene, Stefano Serusi.

Stefano Serusi, Caro a Nettuno, 2014. Sasso, catenella dorata, dimensioni variabili

Stefano Serusi, Caro a Nettuno, 2014. Sasso, catenella dorata, dimensioni variabili

C’è in giro una nuova religiosità, si respira nell’aria uno spirituale senza fisicità. Senza riti né templi, senza sacerdoti e liturgie, solo desiderio di condivisione, aspirazione a un pantheon originario, plurale, universale. L’inedita spiritualità si diffonde spontanea, passa attraverso forme di comunicazione interattive e genera community che hanno nel digitale la sede e il veicolo del dialogo. In un’epoca computerizzata solo una divinità senza materialità può essere auspicabile, “un sacro disincarnato, senza tempo né spazio, senza legge, in cui gli dei possono essere convocati da chiunque abbia intenzione di chiamarli” (Bettini).

Il nuovo politeismo diventa nostalgia della tradizione, attrazione verso il mito, verso un tempo fuori del tempo, perduto in uno spazio che annulla i confini, ridisegna la geografia, acquieta i conflitti religiosi, accoglie lo straniero, pacifica i popoli.

Dal mare si erge Nettuno, sovrano degli abissi, e ripropone il mistero della divinità. Sacro agli abitanti delle isole, con la sua mole superba e severa, abita piazze, porti, fontane. Ostenta con in mano il tridente una comprovata virilità ed è lì a soccorrere marinai e uomini di mare, naviganti e città distese lungo coste protette da grotte, dove il dio, stanco di fatiche, si rifugia nella maestosa meraviglia di massi gettati nel mare. Come tutti gli dei, appare benevolo e iracondo, generoso e vendicativo, duplice e reversibile. Simbolo eterno dell’acqua e degli oceani, è forza primigenia, energia creativa, archetipo di un universo in divenire, metafora dei destini dell’umanità. Gli dei, si sa, sono come gli uomini: occorre amarli e invocarli per ottenere servigi e consolazione.

Dieci artisti interpretano un mito, una allegoria divina, una modalità per dire se stessi attraverso le grandi narrazioni dell’Occidente. Che è poi un modo per interrogare modelli culturali fantastici quanto veritieri, pretesto per sollecitare l’immaginario annebbiato da menzogne e follie della contemporaneità. Occasione per ripensare l’identità propria e collettiva, per discendere nelle profondità dell’inconscio o risalire a cercare un contatto con il trascendente: il soggetto, come ogni forma del mito, è mobile e ambiguo, disponibile a infinite richieste. Che sia questa, allora, la nuova religiosità, quella che si spoglia delle miserie del quotidiano e ci espone alla bellezza di una spiritualità antica e autentica ? E per questo mai esauribile.

Mariolina Cosseddu

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