Agostino Arrivabene alla Galleria Giovanni Bonelli . recensione

Agostino Arrivabene alla Galleria Giovanni Bonelli
Articolo di Andrea Lacarpia

Agostino Arrivabene trasforma l’ampia galleria milanese di Giovanni Bonelli in un contenitore di tesori, per la maggior parte di dimensioni medio piccole, nei quali l’oro non è solo il prezioso metallo presente in alcuni dei dipinti, ma è soprattutto il simbolo della trasfigurazione iniziatica alla quale sembrano tendere tutti i suoi soggetti. Una conoscenza, quella suggerita dall’artista, che va oltre il visibile per approdare oltre le “porte della percezione”, nei luoghi in cui tutto è sacra epifania. Sono diversi i riferimenti alla mitologia, della quale l’artista si appropria per rigenerarla, passando dalla quieta stasi ai più violenti spasimi, trasformando le membra dissolte e ricomposte nella ciclica danza dell’esistenza. Alla corporeità evanescente e sensuale dei soggetti fa eco l’utilizzo di una materia pittorica variegata, nella quale le velature si uniscono a grosse congregazioni materiche: modulando la pittura Agostino Arrivabene descrive la sublimazione dell’uomo, una tendenza verso l’alto che passa anche degli aspetti più carnali, in una visione unitaria di corpo e spirito difficilmente percepibile durante la veglia, ma che il sogno mostra in tutta la sua bellezza.

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Agostino Arrivabene – Vesperbild
a cura di Pietro C. Marani
fino al 26 luglio 2014

Galleria Giovanni Bonelli
via Luigi Porro Lambertenghi 6 – Milano
dal martedì al sabato h. 11 – 19, lunedì su appuntamento

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