Gillo Dorfles alla Fondazione Marconi . recensione

Recensione della mostra – GILLO DORFLES Ieri e oggi – Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea – Milano

Articolo di Andrea Lacarpia

Incuriosito dalla notorietà dell’autore, che ha pienamente vissuto il secolo contraddistinto dalla fiducia nella continua trasformazione delle forme, mi reco alla Fondazione Marconi con l’idea di vedere non solo la produzione artistica di un intellettuale a tutto tondo come Dorfles, ma anche le metamorfosi di un’epoca. Ciò che invece mi ha più sorpreso (anche dopo l’osservazione del catalogo completo delle opere, presente in mostra) non è la diversità delle forme, più evidente nella produzione di altri autori del Novecento, ma la coerenza mantenuta dall’autore negli anni, come se Dorfles non fosse mai stato agitato dalla febbre dell’innovazione che ha contraddistinto una fase storica oggi entrata in decadenza. L’esposizione si suddivide in due piani della fondazione, con opere solo sottilmente differenti. In tutti i dipinti è la luminosità dei colori a prevalere, ma i dipinti al primo piano contengono tracce di neri assoluti che delimitano con efficacia le forme, mentre le opere al secondo piano si fanno più lievi e infantili. Nonostante si noti una sorta di noncuranza per il fare pittorico come armonia di tratto, forma e colore, noto in Dorfles gli elementi essenziali che animano molti degli artisti italiani che oggi tentano di riaffermare il valore del mezzo pittorico come espressione della contemporaneità: confusione di forme senza significati univoci, trasversalità tra figurazione ed astrazione, ricerca sul colore, trascrizione automatica degli stati d’animo e delle “forme pensiero”. L’astrazione come rappresentazione interiore (non a caso Dorfles è laureato in medicina con specializzazione in psichiatria) è quindi una tendenza sotterranea che, partendo dal simbolismo, attraversa il Novecento per arrivare ad una nuova affermazione negli ultimi anni. All’ingresso di una delle sale si nota una frase dell’autore: “Ho sempre cercato di realizzare delle opere nelle quali affiorasse qualcosa di spontaneo, se vogliamo anche di automatico”. Una naturale spontaneità che anche oggi molti artisti vogliono riscoprire, ma che spesso non è altro che lo specchio di un’epoca nella quale la confusione e la decadenza regnano sovrane.

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Veduta della mostra GILLO DORFLES. Ieri e oggi, courtesy Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

GILLO DORFLES. Ieri e oggi
a cura di Luigi Sansone
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15 – 20124 Milano
Tel. 02 29 41 92 32 – Fax 02 29 41 72 78
info@fondazionemarconi.org
http://www.fondazionemarconi.org
dal 15 gennaio al 22 febbraio 2014
martedì – sabato 10-13, 15-19
Ingresso gratuito

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