L’eterno ritorno nella mostra di Michal Bugalski

L’ETERNO RITORNO NELLA MOSTRA DI MICHAL BUGALSKI  articolo di Andrea Lacarpia

 

La percezione del tempo, lungi dall’essere costante come nella misurazione dell’orologio, può essere diversa a seconda del soggetto percepente: l’instabilità del pensiero e degli stati emotivi determina corse e rallentamenti nel sentire gli accadimenti della vita, alcuni ben  registrati nella memoria e altri deformati o persi nell’oblio. La visione lineare del tempo, tipica della modernità, nella visione tradizionale si arricchisce di un eterno ritorno, percepibile in particolari stati di coscienza e riscontrabile nella storia delle civiltà come nella storia dell’individuo singolo. L’eterno ritorno ammette l’esistenza di un tempo presente stabile, nel quale si concentrano tutti gli accadimenti che l’interpretazione ordinaria inquadra nel passato e nel futuro. Tale compresenza di tutti gli avvenimenti in una dimensione temporale parallela rende possibile le visioni dei medium, ma anche le improvvise intuizioni che possono affiorare in particolari momenti di distrazione dalla meccanicità della vita ordinaria.

Nonostante siano tratte dal vissuto privato, le opere fotografiche di Michal Bugalski sembrano emergere dalla dimensione delle visioni dei medium: impalpabili come fugaci riflessi sulla superficie di una specchio, le figure ritratte rimandano alla dimensione affettiva di chi le osserva esattamente come a quella dell’artista. La luminosità dei colori viene potenziata dalle ombre, più nette in alcuni scatti, ottenute con neri profondi e vellutati. Lampi di luce colorata invadono alcune immagini, sfocandone i contorni e suggerendo così un’impalbabile dimensione emotiva, nella quale i riverberi luminosi somigliano alle percezioni che a volte emergono prima di addomentarsi, oppure negli attimi che precedono la perdita dei sensi fisici a causa di uno svenimento. Una realtà sospesa tra fisicità concreta e mondo onirico che nell’allestimento viene potenziata dalla grande varietà delle dimensioni e dalla disposizione a più altezze delle stampe, guidando così l’occhio del visitatore in un viaggio nella dimensione psichica, nella quale le gerarchie tra le immagini sono irrazionali perchè determinate dal variare dell’intensità degli affetti. Vicino all’ingresso della galleria un breve video proiettato in loop presenta la figura della madre, presente anche in alcune stampe, qui ripresa con il volto nascosto da una lunga capigliatura posticcia agitata dal vento, forse i capelli che ebbe in gioventù. L’ambiguità di questa figura, come prelevata da un sogno e posizionata all’inizio del percorso della mostra, rafforza la riflessione sulla duplicità della dimensione degli affetti, tra soggettività del vissuto e oggettività delle relazioni parentali, oltre a dichiarare da subito l’ingresso in una dimensione temporale sospesa, nella quale l’enigma può essere contemplato senza fine.

 

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Michal Bugalski – Transference
a cura di Guido Cabib

dal 26 giugno al 28 luglio 2013

The Format Contemporary Culture Gallery
Via G.E. Pestalozzi 10 (int 32) Milano

dal martedi al venerdì ore 14 / 19 o su appuntamento

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